Marrakesh. City guide

CI SONO POCHE CITTÀ AL MONDO CAPACI DI STREGARE I VISITATORI CON LA FORZA DI MARRAKESH. IN QUESTA ANTICA CITTÀ DEL MAROCCO SI RESPIRA UN’ATMOSFERA IRRIPETIBILE, DOVE LA LUCE E I COLORI SONO ASSOLUTI PROTAGONISTI. MARRAKESH È UNA CITTÀ OSPITALE: CAMMINARE, E PERDERSI NEI VICOLI DELLA CITTÀ VECCHIA È UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE. ABBIAMO SCELTO PER VOI TRE LUOGHI SIMBOLO DI QUESTA CAPITALE DEL SUD, NELLA SPERANZA CHE UN GIORNO POSSIATE VISITARLI E APPREZZARE IL LORO FASCINO SENZA TEMPO.

 

I COLORI DEL SOUK

Una moltitudine di oggetti, un’esplosione di colori, un profumo che ne contiene migliaia: è il Souk, l’enorme mercato che si trova nella Medina, nel cuore di Marrakesh.
Un dedalo di strade dove la luce del sole penetra a fatica per illuminare, insieme alle lanterne, un mondo incantato, in cui immergersi, dimenticando tutto il resto. In questa atmosfera surreale, negozi, piccoli e grandi, si susseguono senza sosta, offrendo uno spettacolo unico al mondo. Non esistono nomi, né insegne, né vetrine, raccontava lo scrittore Elias Canetti. L’assoluto protagonista di questo luogo che, da sempre, incanta i suoi visitatori è il colore: sprigiona dalle spezie, si rifl ette nel gioco degli specchi, adorna le babbucce e i gioielli, si posa sulle ceramiche smaltate e fi nisce per mescolarsi nei fili dei tappeti intrecciati a mano.
Gli odori e gli aromi, pungenti e piacevoli, accompagnano questo viaggio dei sensi. E passeggiando, può capitare di sentire un liutaio che, incurante di tutto, accorda i suoi strumenti.

 

IL MUSEO DEL PROFUMO

“Il profumo è uno dei souvenir che resistono più a lungo nel tempo” diceva Marcel Proust. Ed è questa la scritta che campeggia all’ingresso del Musèe du Parfum, un’oasi di essenze che si trova nella medina di Marrakesh.
A restaurarlo, nel 2006, è stato il profumiere Abderrazzak Benchaâbane. Per chi vuole provare un’esperienza unica nel suo genere, questo è un luogo da non perdere.
Il mondo dei profumi è esplorato in tutte le sue declinazioni. Sala dopo sala, si osserva il magico e complesso processo di trasformazione che porta a trasformare le materie prime in profumi, ma anche cosmetici e prodotti per la cura del corpo. Assolutamente consigliata l’attività di laboratorio, attraverso cui è possibile creare la propria essenza personalizzata. A disposizione, una tavolozza di fragranze e i consigli di un esperto di questa antica arte orientale. Bellissimo l’albero di incenso: la resina che viene emessa dal tronco viene raccolta ogni anno.

 

JARDIN DU MAJORELLE

Cactus rigogliosi, incantevoli ninfee, palme che svettano a sfidare l’azzurro del cielo, l’esuberanza delle bouganville: nel cuore della frenetica Marrakesh, i Giardini di Majorelle sono un angolo di silenziosa magia sempre pronti ad accogliere e a incantare i visitatori.
A immaginarli, e realizzarli durante il periodo coloniale, fu l’estro di un pittore francese, Jacques Majorelle, conquistato dal Marocco e dalle sue atmosfere. Fu lui a commissionare la costruzione della villa in stile moresco e a dipingerne le pareti di quell’inconfondibile tonalità cobalto, che da allora prese il nome di blu Majorelle. Dopo la morte dell’artista, il giardino conobbe un lungo periodo di abbandono, ma rinacque grazie al sapiente restauro voluto da e Pierre Bergè e Yves Saint Laurent, che qui stabilì il loro buen retiro.
Oggi il piano terra della grande villa ospita il museo berbero. E dopo aver osservato gli oggetti che raccontano la storia di quel popolo fiero e antico, potrete trascorrere un pomeriggio di assoluto godimento percorrendo i vialetti circondati da aloe, banani e bamboo.

 

L’ANTICO RITUALE DEL THÈ

Si chiama Atay Naa Naa ed è uno dei rituali più antichi, uno dei simboli più autentici del Marocco. In questo paese, dove l’ospitalità è considerata sacra, la preparazione del tè prevede una
cerimonia affascinante e complessa, che richiede tempo e maestria. A celebrare il rito è il padrone di casa, che predispone un grande vassoio d’argento con tanti piccoli bicchieri colorati.
La tradizione prescrive che ogni recipiente accolga un pizzico di tè verde e una foglia di menta dall’aroma freschissimo, che si chiama Naa Naa. Una volta aggiunta l’acqua bollente, la bevanda viene versata nella teiera. E solo a quel punto il tè viene di nuovo servito nei bicchieri, da un’altezza di quaranta centimetri. Uno spettacolo da assaporare con la vista e con l’udito, prima che con il palato. Gli ospiti sono invitati a bere per tre volte. Per assaporare il retrogusto, certo, ma anche per provare se c’è del vero nell’antico proverbio che recita: “Il primo bicchiere è gentile come la vita, il secondo bicchiere è forte come l’amore, il terzo bicchiere è amaro come la morte.”

 

HAMMAM IN MARRAKESH

Il potere curativo dell’acqua e del calore. Mani sapienti che massaggiano, allontanando tutte le tensioni. Argilla, olii e fanghi capaci di far risplendere la bellezza e allontanare lo stress per qualche ora. Un viaggio a Marrakesh significa anche concedersi una, o più soste, in un hammam, veri e propri templi dedicati al benessere.
Ci sono hammam tradizionali, molto frequentati dalla popolazione locale, luoghi ricchi di fascino e atmosfera. E non mancano le spa pensate per offrire ai visitatori un’esperienza indimenticabile, dove il lusso è di casa, gli ambienti sono dotati tutti i confort, ma ogni dettaglio conserva l’anima più autentica di questo antico rituale di bellezza.
Potrete immergervi nelle bellissime vasche e concedervi i trattamenti di cui il vostro corpo avverte il bisogno: assolutamente da sperimentare il peeling a base di olio. La vostra pelle ne uscirà rigenerata e splendente.

 

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