Fiorella e Maria Elena Congedo

DUE SORELLE E UNA RICETTA MAGICA PER ESPORTARE IL FASCINO DELLA PUGLIA NEL MONDO.

 

Una ha una formazione umanistica, l’altra economica; una ha studiato Lettere Classiche, l’altra si è laureata in Economia Aziendale; una si è specializzata in Archeologia, ha scritto 20 libri per bambini ed è stata per 14 anni inviata di Topolino; l’altra ha curato operazioni societarie, quotazioni in Borsa e Start up, ed ha lavorato alla TATE Gallery di Londra. Fiorella e Maria Elena Congedo hanno percorso strade diverse lontano da casa, i loro tragitti si sono sfiorati a Milano dove hanno studiato e lavorato entrambe per alcuni anni in importanti produzioni televisive, finché sono in qualche modo tornate alle origini a lavorare per la Congedo Editore, fondata in Puglia da loro padre 50 anni fa. Fiorella vive ora in Salento, è Direttore editoriale della casa editrice di famiglia e cura gli illustrati, le guide turistiche e i libri di cucina, mentre Maria Elena, dalla sede di Milano, si occupa di progetti internazionali e di partnership strategiche. E’ così che, mettendo insieme i loro talenti, le sorelle Congedo hanno ideato, creato, prodotto e lanciato sul mercato internazionale “Trulli Tales. Le avventure dei Trullalleri”, una serie per la TV che ha esportato la magia della Puglia in tutto il mondo.

Fiorella e Maria Elena, cosa è Trulli Tales?

F E’ un cartone animato che racconta le avventure di quattro bambini che frequentano la Scuola di Cucina e di Magia in un piccolo villaggio fatto di buffe casette con il tetto a punta. C’è un regno incantato ai piedi di un uliveto secolare, un prezioso libro di ricette segrete, una nonna che sembra una fata, un olio con poteri sovrannaturali e un mago cattivo e pasticcione…
ME I bambini hanno utensili da cucina al posto delle bacchette magiche e in ogni episodio vivono delle avventure che li aiuteranno a crescere come chef, come maghi e, soprattutto, come persone.

Come vi sono venute in mente le storie e il nome dei Trullalleri?

ME Stavamo facendo un libro fotografico sui trulli, Trulli Style, e abbiamo notato che molte delle persone che hanno comprato o ristrutturato un trullo si somigliano tra di loro, nel senso che hanno inclinazioni artistiche particolari e uno spiccato senso della creatività. Tra di noi li chiamavamo i Trullalleri.
F In quel periodo mia figlia piccola mangiava pochissime cose, e io, per farla incuriosire sul tema del cibo, ogni sera le raccontavo storie di un gruppetto di bambini che abitavano in un villaggio di trulli, alle prese con un libro di ricette e con il fatto di dover scegliere gli ingredienti uno a uno e con grande cura. Ogni ricetta, in fondo, non è altro che una formula magica che trasforma tanti ingredienti in un qualcosa di diverso, meraviglioso e prelibato. Era il 2011, le avventure dei Trullalleri sono partite da lì.

Oggi sono diventate 52 episodi, tradotti in 25 lingue, esportati in 123 paesi. Cosa piace ai bambini di tutto il mondo dei vostri cartoni animati?

ME Un mix di tante cose. Raccontiamo un mondo molto familiare, nel quale tutti i piccoli si possono immedesimare, ma anche originale: i bambini vanno in una scuola dove non studiano materie come la storia o la geografia, ma la pasta fresca, le erbe aromatiche, le primizie… Nella vita reale a scuola si parla di cibo e alimentazione come un dovere, un obbligo, sui testi è disegnata la piramide alimentare, che noia! Noi pensiamo che anche una torta con la panna o un muffin può essere buono e nutriente se sei tu a cucinarlo, se lo mangi nelle giuste dosi e che farlo diventa un gioco che coinvolge più generazioni.
F Cerchiamo anche di avvicinare i bambini alla vita sana e all’aria aperta, a un modo di vivere pulito. Ci sono quattro torri nel villaggio con delle grandi pale eoliche sui tetti, Trullolandia è un mondo green e bio, meccanico, analogico e 2D, dove i Trullalleri si divertono facendo giochi e usando le loro mani. Un mondo che incuriosisce i bambini e piace anche ai grandi.

La serie ha vinto il Prix Gemeaux – l’equivalente canadese degli Emmy – come miglior serie di animazione del 2018. Cosa è stato riconosciuto del vostro lavoro?

ME Sicuramente la cura attraverso la quale abbiamo sviluppato il progetto, che abbiamo seguito in ogni singolo step. Ma anche i contenuti, i valori che portiamo avanti con le nostre storie: l’amicizia, il gioco e il lavoro di squadra, largamente apprezzati a ogni latitudine.
F Ai quali abbiamo aggiunto il discorso del cibo sano e della condivisione, che sono valori molto italiani. Per noi pugliesi, poi, la cura della tavola è un modo di stare al mondo: attraverso il cibo passa amore. Di una persona non ci piace diciamo: chi ci ha mai mangiato insieme? Al contrario siamo sempre pronti a ricevere gli ospiti e a preparare una bella cena per amici e parenti.

Il vostro lavoro di squadra sembra un valore di famiglia.

ME Siamo complementari, una più creativa l’altra più commerciale, piuttosto diverse nell’aspetto, nel carattere e nelle inclinazioni, ma lavoriamo fianco a fianco.
F Ci confrontiamo su tutto e abbiamo seguito insieme il nostro progetto dalla prima idea fino al doppiaggio, musiche comprese. E quando si tratta di andare a presentare il nostro progetto all’estero, andiamo sempre insieme

 

Quanta Puglia c’è, oltre ai trulli e alla tradizione della buona tavola, nei vostri cartoni?

ME Tantissima. Ci sono i colori, la luce e la solarità. Certo, Trullolandia è un luogo magico sospeso nel tempo e nello
spazio, ma in verità esiste: è la Puglia.
F E poi non mancano i riferimenti alla mitologia classica, alle radici della nostra terra. La Puglia è terra greca in Occidente, non è un caso che tra i personaggi di Trullolandia ci sia una piccola civetta ghiotta di olive che si chiama Athenina e che il villaggio si trovi in un bosco di ulivi secolari. L’ulivo è stato il dono che la dea Atena ha fatto alla città di cui è protettrice ed è simbolo di pace e di vittoria.

A proposito di radici, quanto ha contato la famiglia nella vostra formazione e crescita professionale?

ME Intanto siamo cresciute in mezzo alla carta e ai libri, e questo sicuramente ci ha spinte in una certa direzione. Quando poi si è trattato di scegliere gli studi, nostro padre ci ha lasciate partire per andare a Milano e ci ha incoraggiate a seguire ciascuna la propria passione, perché il
lavoro è tosto, ci ha sempre detto, e deve essere qualcosa capace di appassionare e dare energia. E’ sempre stato il nostro più grande fan e un esempio luminoso. Lui è il vero imprenditore di un tempo: ottimista, concreto, un animo puro animato dal senso del dovere e del sacrificio. Del resto ha fatto
e fa quello che gli piace. Ha 80 anni ed è felice ancora adesso di andare in ufficio ogni giorno.
F Anche la mamma ha fatto il tifo per noi. Donna solida e concreta, ci ha sostenute in tutte le nostre avventure e ci ha insegnato ad affrontare ogni cosa
con leggerezza, a goderci l’esperienza, a trasformare lo stress in gioia, con una battuta, un colpo di rossetto, una bella cena… E’ lei ad avere il tocco
magico in cucina, è ovviamente nonna Trulla, ha scritto sette libri di ricette salvavita, quelle che ti permettono di preparare piatti gustosissimi in poco tempo e di avere grande successo

Qual è il suo piatto magico?

F Lei conquista tutti con dolce tipico salentino: il bianco mangiare

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